D’Annunzio - L’amante guerriero
Pubblicato da aulettere su Maggio 8, 2008
“Amante guerriero”: in letteratura, nell’amore e in guerra Gabriele d’Annunzio ha sempre posto la passione al centro della propria vita.
Giordano Bruno Guerri scrive, settant’anni dopo la morte del Vate, la storia della vita di colui che, alla fine dell’Ottocento, riuscì ad imporre la cultura italiana in Europa, nell’era della Bella époque.
D’Annunzio non fu mero intellettuale, riuscì a catalizzare attorno a sé un movimento di uomini ed anime capace di sconvolgere i canoni benpensanti di un’Italia fin troppo provinciale: la sua esasperata smania di piacere, unita ad un inarrestabile desiderio di potenza intellettuale, convinse un giovanissimo d’Annunzio a percorrere quella strada che l’avrebbe poi portato a divenire Vate d’Italia.
Immaginifico, Vate e Comandante sono le tappe della vita di d’Annunzio riprese da Guerri che, con estrema disinvoltura, porta il lettore nella vita del Poeta, lasciando davvero poco spazio all’immaginazione.
Le pagine scorrono veloci sotto gli occhi attenti del lettore: Guerri ha avuto la capacità di rendere la vita italiana di fine Ottocento viva e contemporanea. Personaggi e luoghi vengono narrati con estrema cura, Gabriele d’Annunzio risuona, alla fine, come l’unico protagonista di uno splendido romanzo: unico rappresentante della Vita, inimitabile.
La nascita, la vita e la decandenza del Mito: stravaganze e donne non occupano, da sole, la scena; sono funzionali per comprendere il valore rivoluzionario di un uomo che ha avuto il coraggio di irrompere nella cultura del nostro Paese e liberarla da inutili retaggi benpensanti.